martedì 7 ottobre 2008

Non c'è cosa più triste della tristezza di un clown

Uno dei miei scarabocchi.
(L'ho disegnato facendo riferimento a una foto geniale,
purtroppo non l'ho inventato io.
Io ho solo fatto la mano sproporzionamente grande.
Si diceva nel Rinascimento che le mani grandi simboleggiano la forza-vedi il David-
E per piangere, credetemi, di forza ce ne vuole tanta.)
Anche oggi non sono riuscita a disegnare. A dir il vero neanche a scrivere. Neanche il mio fedele Moleskine mi ha aiutata. Neanche il mio album di bozzetti vari ed eventuali. Domani sarà un giorno migliore.
Il Maurizio Costanzo Show in tv. La solita sigla di quando ero bambina. E quando sentivo quel pianoforte era davvero tardi. Mentre adesso è ancora presto anche se una vocina dentro me mi rimprovera ancora dicendomi che sono ancora sveglia a quell'ora.
Scenderei nelle banalità del tipo ilTempoPassaEioCambioPurRimanendoLaStessa, ma il vero è che stasera, stanotte, in questi giorni, non mi sento di romanzare stati d'animo, di esplorare emozioni, di descrivere indefinizioni psicologiche. Neanche di imbrattare fogli vergini di lettere e segni.
Acrobata. O meglio, equilibrista.
In un tendone, con il caratteristico puzzo di circo, di animali addestrati e di letame da cui nascono i fiori (perchè dai diamanti non nasce nulla e il denaro non compra la felicità.. Ma d'altronde non esistono più le mezze stagioni e poi, rosso di sera bel tempo si spera), con gli occhi grandi di bambini stupiti che tirano nocciolione alle scimmie e hanno paura delle tigri, ignari che poi quello di cui avranno veramente paura non sono animali feroci ma solo di se stessi, della morte, dei tempi che corrono e inciampano, di quando compreranno la porta blindata non per i delinquenti ma è perchè è della propria libertà che avranno più paura. E in alto, che con un dito potevi toccare il soffitto del tendone, un filo sospeso. Così sottile che sembra il filo di una ragnatela, ma più resistente. Un vestito di pailettes (si scriverà così?) che brilla di luce riflessa. Quel chilo in più che si vede. Piedi malfermi e pensieri statici, o meglio, pensieri troppo caotici, troppo rumorosi che si zittiscono tra loro, troppo rumorosi da sembrare un vuoto silenzio.
Sospesa.
Basta un passo falso e cade. Basta che il trapezista non le prende la mano e precipita. Non morirà perchè un materasso attutirà, ma morirà un pò dentro. Le scenderà una lacrime e penserà sia stata paura. Invece era solo tristezza.
Sospesa.
Lei è lì su quel filo. Guarda in giù ma pensa che è talmente semplice toccare il cielo dalla sua posizione, se solo volesse, ardentemente volesse, testardamente volesse.
Ma ora è sospesa.
Sospesa.
Semplicemente sospesa.
Ps.Alla faccia che non riuscivo più a romanzare sui miei stati d'animo. Forse sta già andando meglio. Forse oggi è già domani.

1 commento:

Anonimo ha detto...

"...di quando compreranno la porta blindata non per i delinquenti ma è perchè è della propria libertà che avranno più paura."

Gran bella frase! Brava la nostra piccola e triste (?) scarabocchiatrice. Bacio.
G.