sabato 31 gennaio 2009

Vorrei imparare dal vento a respirare e dalla pioggia a cadere

Vieni via con me.
In questo dolore sottile che mi penetra lo stomaco e mi smuove le viscere.
In questa incommensurabile felicità che provo quando ti ho accanto.
Vieni via con me.
Con il mio nervosismo e le mie paure.
Dammi la mano e guidami. Ti prenderò la mano e ti guiderò.

Dimmi che ci sei su questo cuscino umidiccio e freddo. In questa camera che ha ancora qualcosa di te, qualcosa di prospettico, qualcosa dell'alba di noi.
Dimmi che mi vuoi ancora. Che mi vorrai.

Fatti gustare come un gelato al sole, sciogliti, scivola sul mio corpo come l'acqua sul viso, dissetami e divorami, lento e poi intenso come quando inizia a piovere.
Non lo vedi, sono qui, come un fiore che aspetta il suo ossigeno, come un mare che aspetta la sua onda.

E poi perdonami.
E abbracciami.

Mentre farò la propaganda di un'anima resistente ma ora fragile come un cristallo, tra Jung e Design ti dirò -e se non erro già te l'ho detto- che ti voglio bene, qualunque cosa accada, sempre, ma ancor di più quando lo meritarai meno perchè sarà il momento in cui ne avrai più bisogno.

sabato 24 gennaio 2009

Lettera a G.

Auguri, amico e amante delle mie confessioni, dei miei sensi e dei miei piaceri.
A te, che con le tue parole sai ubriacarmi di brividi.
A te, che le tue mani mi entrano in pensieri profani e solleticano il mio umore.
A te, che mi manchi quando non posso respirare il tuo respiro. Che mi manchi quando ti aspetto a letto mentre te scendi di sotto. Che mi manchi quando vedi gli orari del ritorno mentre io fumo il cicchino giocando col cubo di Rubrik vicino la finestra.
A te, che ti sei infiltrato in un pensiero costante, come dolce sottofondo ai miei perchè.
A te, che vorrei dedicarti tante parole e tanti gesti. Tante serate al Doris e Cosmopolitan. Ore, giorni, mesi, anni. Vorrei dedicarti la parte migliore di me, quella senza lacrime magari. E quella peggiore di me, quella più alcolizzata magari. Vorrei rapirti nel cuore di una notte, portarti laddove i confini non esistono, "sull'orlo del mondo" direbbe Baricco, laddove non si capisce se è il mare che si specchia nel cielo o viceversa, dove il sole spunta e dove la luna si nasconde.
A te, che mi inebri di emozioni e sensazioni.
A te, che con te mi sento dolce e porca.
A te, che sai ridere e emozionarti.
A te, che sai farmi ridere e emozionare.
A te, che galeotto fu myspace, Einaudi la colonna sonora e Skype testimone.
A te, che sei fantastico, credimi, fantastico in tutto ed è l'unica parola che può sintetizzare le cose che penso su di te.
A te.
Buon compleanno.

Tua