Pensavo per caso alla casualità, (ma io credo che sia il destino che sembra voler essere casuale mentre in realtà era lì che ci aspettava da tempo), parlavo di sogni "smaniosi", di seta. Di Seta.
All'incirca questo è stato il mio sogno di stanotte. Fortuna che c'è Baricco.
....Abbiamo una notte per noi.
Avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra,
tu nn saprai dove,
a un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso,
non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai lamia bocca dove non sai, d'improvviso [...]
Le schiuderò scendendo poco a poco, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra,
e spingendo la mia lingua,
la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano,
il mio bacio e la tua mano, uno dentro l'altra, sul tuo sesso,
finchè alla fine ti bacerò sul cuore,
perché ti voglio,
morderò la pelle che batte sul tuo cuore,
perché ti voglio,
e con il cuore tra le mie labbra
tu sarai mio, davvero,
con la mia bocca nel cuore
tu sarai mio,
se non mi credi apri gli occhi
e guardami, sono io,
chi potrà mai cancellare questo istante che accade,
e questo mio corpo senza più seta,
le tue mani che lo toccano,
i tuoi occhi che lo guardano...
le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me,
prendi i miei fianchi, mi sollevi,
mi lasci scivolare sul tuo sesso, le tue dita nella mia bocca,
ti muovi adagio ma fino a farmi male,
il mio piacere, la mia voce,
il mio corpo sul tuo.
Nn c'è fine, nn finirà, lo vedi?
Nessuno potrà cancellare questo istante che accade,
per sempre getterai la testa indietro, gridando,
per sempre chiuderò gli occhi
staccando le lacrime dalle mie ciglia,
la mia voce dentro la tua,
la tua violenza a tenermi stretta,
non c'è più tempo per fuggire
e forza per resistere,
doveva essere questo istante,
e questo istante è,
questo istante sarà, da adesso in poi,
sarà, fino alla fine...
Alessandro Baricco - tratto da "Seta"
domenica 28 settembre 2008
giovedì 25 settembre 2008
pioggia e storie
In questa notte, il fumo di pensieri vaghi, di non-pensieri, come nuvolaglia si attorciglia alla mia anima. Pioggia che si incatena alla ringhiera di un balcone trasformandosi in perle di diamanti che riflettono la luce del lampione addormentato. Rumore di tasti e matita.
Il buio che avvolge ricordi e vecchie foto impresse nella memoria, nascondendone un pò, illuminandone altri. Lo sguardo rivolto al bruciare di una sigaretta, al suo rosso, al suo piccolo fuoco, al fuoco di speranze che durano 5 minuti o poco più, che consumi poco a poco, che si spengono lasciando solo mozziconi di fallimenti, con la bocca ancora piena di sapori.
In questa notte, di quelle notti che manca sempre qualcosa o forse no, questa notte è perfetta così, mi sono toccata un attimo, mi sono per un attimo vista, specchiata in un ego che non trovavo. Un ego che si scontra col suo destino beffardo, col suo destino perennemente in ritardo.
Ciò che la notte divide, il pensiero unisce.
Invento disegni di luna, donna e sigaretta, di notti.
Invento storie di gocce che si incontrano su un vetro.
("Ehi ma che fine avevi fatto? Nn ti ho trovata più"
"Ero sulla nuvola ovest, abbiamo fatto un giro assurdo, c'era un sacco di traffico di nuvole e gocce. Immagina ho dovuto prenotare in prima classe. Tutto pieno."
"Noi siamo partiti prima, proprio x evitare il traffico."
"Potevamo cadere in due posti completamente diversi, magari sull'asfalto, magari su foglie di alberi di pesco, invece entrambi qui, su questo vetro gelido"
"Già...Oddio, potevamo sceglierci un altro vetro...Guarda, qui c'è una tipa che ci sta osservando e sorride mentre fuma. Sarà matta?"
"Io senti...volevo dirtelo prima di partire...ma...ecco...te lo dirò ora...visto che insomma...ecco è ke...non so cm dirtelo...uff mi sto sciogliendo...eh ma sono solo acqua è normale ke mi sciolgo..."
La goccia che aveva calcolato il traffico e s'è avviato prima sorrise.
Non dissero nulla, lentamente si unirono e scivolarono piano l'uno verso l'altra, senza capire dove finisse uno e iniziasse l'altra e piano diventarono un'unica goccia. )
Ecco, mi batte un pò più forte il cuore. Come tante altre notti.
Il buio che avvolge ricordi e vecchie foto impresse nella memoria, nascondendone un pò, illuminandone altri. Lo sguardo rivolto al bruciare di una sigaretta, al suo rosso, al suo piccolo fuoco, al fuoco di speranze che durano 5 minuti o poco più, che consumi poco a poco, che si spengono lasciando solo mozziconi di fallimenti, con la bocca ancora piena di sapori.
In questa notte, di quelle notti che manca sempre qualcosa o forse no, questa notte è perfetta così, mi sono toccata un attimo, mi sono per un attimo vista, specchiata in un ego che non trovavo. Un ego che si scontra col suo destino beffardo, col suo destino perennemente in ritardo.
Ciò che la notte divide, il pensiero unisce.
Invento disegni di luna, donna e sigaretta, di notti.
Invento storie di gocce che si incontrano su un vetro.
("Ehi ma che fine avevi fatto? Nn ti ho trovata più"
"Ero sulla nuvola ovest, abbiamo fatto un giro assurdo, c'era un sacco di traffico di nuvole e gocce. Immagina ho dovuto prenotare in prima classe. Tutto pieno."
"Noi siamo partiti prima, proprio x evitare il traffico."
"Potevamo cadere in due posti completamente diversi, magari sull'asfalto, magari su foglie di alberi di pesco, invece entrambi qui, su questo vetro gelido"
"Già...Oddio, potevamo sceglierci un altro vetro...Guarda, qui c'è una tipa che ci sta osservando e sorride mentre fuma. Sarà matta?"
"Io senti...volevo dirtelo prima di partire...ma...ecco...te lo dirò ora...visto che insomma...ecco è ke...non so cm dirtelo...uff mi sto sciogliendo...eh ma sono solo acqua è normale ke mi sciolgo..."
La goccia che aveva calcolato il traffico e s'è avviato prima sorrise.
Non dissero nulla, lentamente si unirono e scivolarono piano l'uno verso l'altra, senza capire dove finisse uno e iniziasse l'altra e piano diventarono un'unica goccia. )
Ecco, mi batte un pò più forte il cuore. Come tante altre notti.
lunedì 22 settembre 2008
Ti sento.
...E mi tremano le mani, queste mani gelide.
C'è che ho mal di stomaco, come nessun pugno potrebbe mai provocarmelo.
E una lacrima che scende zig-zagando segna il suo passaggio sulla guancia, fino a bagnare il libro che tento invano di leggere. Come una goccia di una pioggia improvvisa, di quei temporali estivi che ti rovinano la giornata ma ti rendono felice quando ti scivola addosso.
C'è che sento una mano dentro me. Sento occhi, pensieri e sorrisi sulla mia anima.
Io ho un mare, a volte troppo profondo, a volte ho la bassa marea, ma ho sempre con me le stelle, e una luna. E delle zattere di salvataggio, mal che vada. Ho e voglio avere coraggio anche se ho paura, una paura che mi fa diventare fredde le mani e fa battere il cuore un pò più forte. E voglia. Una fottuta voglia di qualcosa che forse è un errore, che forse è la cosa più giusta che potrei fare.
Quando si dice "...ti ho cercato da sempre e adesso che ti ho trovato non posso lasciarti andare, non voglio". Ed è questo che dico io ora. Ed è questo che mi confonde.
Vorrei prendere e custudirla gelosamente quell'emozione, quella sensazione di timidezza e serenità che mi procuri, forse già le ho prese perchè le sento dentro me, come un graffito su un muro, le sento e le penso, ogni giorno, ogni notte.
Ti ho pensato tanto, ti penso tuttora. Ti immagino lì, chino sulla tua fedele scrivania. Ti penso quando esco per bere una vodka perchè vorrei che al posto di Desy ci fossi tu. Ti vedo nel mio letto. Ti sento"nell'aria che è cambiata. Ti sento passarmi nella schiena. Lo stomaco si chiude, il resto se la ride. Ti infili in un pensiero e non lo molli mai. Al punto che disturbi, al punto che è già tardi" (Ligabue).
E' vero, sono un'inguaribile romantica.
Piove. Anche oggi non capirò la fine di questo paese.
Beh tanto s'è capito che mi sono persa e che ora non ho voglia di cercarmi, perchè so dove trovarmi.
Tanto s'è capito che le mie astinenze non sono riferite alle sigarette.
E' il resto che non ho ancora capito.
C'è che ho mal di stomaco, come nessun pugno potrebbe mai provocarmelo.
E una lacrima che scende zig-zagando segna il suo passaggio sulla guancia, fino a bagnare il libro che tento invano di leggere. Come una goccia di una pioggia improvvisa, di quei temporali estivi che ti rovinano la giornata ma ti rendono felice quando ti scivola addosso.
C'è che sento una mano dentro me. Sento occhi, pensieri e sorrisi sulla mia anima.
Io ho un mare, a volte troppo profondo, a volte ho la bassa marea, ma ho sempre con me le stelle, e una luna. E delle zattere di salvataggio, mal che vada. Ho e voglio avere coraggio anche se ho paura, una paura che mi fa diventare fredde le mani e fa battere il cuore un pò più forte. E voglia. Una fottuta voglia di qualcosa che forse è un errore, che forse è la cosa più giusta che potrei fare.
Quando si dice "...ti ho cercato da sempre e adesso che ti ho trovato non posso lasciarti andare, non voglio". Ed è questo che dico io ora. Ed è questo che mi confonde.
Vorrei prendere e custudirla gelosamente quell'emozione, quella sensazione di timidezza e serenità che mi procuri, forse già le ho prese perchè le sento dentro me, come un graffito su un muro, le sento e le penso, ogni giorno, ogni notte.
Ti ho pensato tanto, ti penso tuttora. Ti immagino lì, chino sulla tua fedele scrivania. Ti penso quando esco per bere una vodka perchè vorrei che al posto di Desy ci fossi tu. Ti vedo nel mio letto. Ti sento"nell'aria che è cambiata. Ti sento passarmi nella schiena. Lo stomaco si chiude, il resto se la ride. Ti infili in un pensiero e non lo molli mai. Al punto che disturbi, al punto che è già tardi" (Ligabue).
E' vero, sono un'inguaribile romantica.
Piove. Anche oggi non capirò la fine di questo paese.
Beh tanto s'è capito che mi sono persa e che ora non ho voglia di cercarmi, perchè so dove trovarmi.
Tanto s'è capito che le mie astinenze non sono riferite alle sigarette.
E' il resto che non ho ancora capito.
venerdì 19 settembre 2008
E siamo a 21...

Tu che quest'anno ti trovi con una sfida troppo grande, con la paura di poter perdere tutto in un solo colpo. Tu che dovrai stringere i denti e decidere di farcela. Di far vedere che se vuoi puoi. Di urlare a tutti che Firenze è tua e te la vuoi guadagnare tutta, in tutto e per tutto.
Tu che non si sa quanto hai pianto quest'anno. Che chissà quanto piangerai.
Tu che arriva questo giorno e cambia il tempo.
Tu che San Gennaro fa il miracolo.
Tu che solo l'anno scorso era tutto diverso e improbabile. E mai avresti pensato potesse finire così. O ricominciare così.
Tu che i tuoi occhi hanno saputo nuotare in luoghi proibiti.
Tu che sei morta e rinata nello stesso istante.
Tu che hai detto ti voglio bene.
Tu che dopo 3 anni ti trovi all'una di notte nel giorno del tuo compleanno a scrivere. Sola.
Tu che scommetti su chi anche quest'anno si dimenticherà di te.
Tu che sorridi a chi ancora manda i messaggi a mezzanotte per essere il primo.
Tu che fai tanti sogni in poco spazio.
Tu che vorresti andare su un calendario perchè non c'è una Santa Marisa.
Tu che vivi la notte.
Tu che se scoppia una rivoluzione ti chiedi cosa indossare.
Tu che che a costo di sentire il profumo di una rosa rischi di pungerti con una sua spina.
Tu che non ti frega se tutto va come non dovrebbe andare. A volte non è il mondo che gira al contrario, sei tu che sei al rovescio. E un giorno lo troverai divertente.
Tu che una dedica sa farti brillare gli occhi.
Tu che hai la capacità di perdere tutto come se tutto fosse solo sabbia tra le mani.
Tu che sai trovare.
Tu che disegni perennemente e racconti di te, di quello che hai fatto ieri, di quello che vorresti fare tra 10 anni, che ridi, che seduci, che fingi di abbandonare, che sei malinconica e nostalgica, che ti arrabbi, che sei insonne, che leggi.
A te, buon compleanno...con amicizia e affetto.
Mirtilla.
Ah gli esami...!
Cadenza progressiva di eventi antecedenti un qualsivoglia esame 'grosso'
30 giorni prima.
1) Comincia la lettura del libro/dispense. La cosiddetta, 'prima passata'.
24-28 giorni prima.
2) Si cerca di acquisire dei ritmi. si ha un vago senso di ottimismo e soddisfazione. La prima settimana va liscia che è una meraviglia.
20-24 giorni prima.
3) Il fine settimana è libero. La seconda settimana ricomincia...Ogni tanto ci si concede anche un'uscita la sera senza fare tardi, ogni tanto anche facendo tardi.
14-20 giorni prima. Prima fase del 'sto indietro, cazzo'
4) Dalla fine della seconda settimana iniziano i primi, latenti segni di psicosi. Risulta evidente che, pur avendo letto tre quinti del programma, il tempo comincia a stringere.Tocca accelerare, per forza. Comincia la spirale autodistruttiva.
8-14 giorni prima. Seconda fase del 'sto ancora indietro, cazzo'
5) Il programma sembra allungarsi giorno dopo giorno. Nascono difficoltà, incomprensioni, frustrazioni. Alla fine della terza settimana arriva la consapevolezza che mancano circa otto giorni. L'effetto è quello di un frontale col tram. E' il panico. Mancano ancora diversi capitoli. Cominciano processi di abbattimento di autostima.
6-8 giorni prima. Fase dei cambiamenti d'umore.
6) All'inizio della quarta settimana saltano fuori i più assurdi imprevisti: influenze, matrimoni, parti, improbabili incombenze burocratiche, di tutto. I cambi d'umori passano da tre volte al giorno (mattina/pomeriggio/sera, variabili sull'incazzato/depresso/iperproduttivo) a tre volte all'ora. si va da fasi di profonda sicurezza (ce la faccio, ce la faccio, so potente, ora studio, ce la faccio) ad abbattimento (è la fine, sono fottuto, cazzo, non ce la faccio) ad autocommiserazione (sono un coglione, non è possibile, è da tre settimane, ma che cazzo, ma come ho fatto).
4-6 giorni prima. 'Fase fotofobica/irritabile/cefalica'
7) Tra i quattro e i sei giorni prima si comincia a trascurare ogni forma di vita, inclusa la propria. Si sviluppa fotofobia, irritabilità, cefalea, ed andare a prenotarsi costa un'enorme fatica.
3-4 giorni prima 'Fase 'sto alla frutta' '
8) le crisi di stanchezza si fanno drammatiche e si alternano a fasi di iperproduttività, anche perchè se il meccanismo autorigenerante del panico ha attecchito a dovere, l'unica cosa che vi lascia tranquilli è ripetere all'infinito, possibilmente fino alla perdita di coscienza. Promettete che mai più, mai più vi ridurrete in questo stato.Poi ci pensate un attimo e pensate, beh, meglio non promettere.
3 giorni prima 'Fase 'non so un cazzo' '
9) Tre giorni prima è il momento cruciale. Si decide se si andrà o no. Esistono pochissime persone al mondo che si sentono preparate, tre giorni prima, Se si decide di andare fino in fondo, si autoproclama lo 'scontro finale', un improbabile prova di resistenza fino alla sera/notte/mattina finale.
2 giorni prima. Fase dell'apprendimento al 200%.
10) Se ci sono ancora cose mai ripetute, si acquisisce un bonus nell'apprendimento del 200%: una capacità di memorizzazione inaudita vi permetterà di imparare cose che, nella vita quotidiana, impieghereste mesi. Il tutto al prezzo di una stanchezza e di una psicosi ormai franca.
Il giorno prima, fase del 'Col cazzo, non ci vado'
11). Sono i momenti in cui, con più accanimento, vi chiederete perchè cazzo avete fatto sta facoltà (solitamente la mattina dell'esame siete troppo distratti per pensarci). Se riuscite a tenere i nervi saldi, magari arrivate vivi all'esame. In realtà, il momento migliore, in assoluto, resta la mattina.
12)Voi e i vostri occhi, quei cinque secondi in cui davanti lo specchio vi rendete conto che si, è la mattina, è proprio quella mattina, mentre vi preparate, è il momento, pensate, 'oh porca puttana', l'adrenalina alle stelle, il rincoglionimento, la consapevolezza che, cazzo, dovrà passare pure 'sta mattinata tra qualche ora, e che cazzo speriamo andrà bene, insomma.
Massì.
Ah, gli esami
30 giorni prima.
1) Comincia la lettura del libro/dispense. La cosiddetta, 'prima passata'.
24-28 giorni prima.
2) Si cerca di acquisire dei ritmi. si ha un vago senso di ottimismo e soddisfazione. La prima settimana va liscia che è una meraviglia.
20-24 giorni prima.
3) Il fine settimana è libero. La seconda settimana ricomincia...Ogni tanto ci si concede anche un'uscita la sera senza fare tardi, ogni tanto anche facendo tardi.
14-20 giorni prima. Prima fase del 'sto indietro, cazzo'
4) Dalla fine della seconda settimana iniziano i primi, latenti segni di psicosi. Risulta evidente che, pur avendo letto tre quinti del programma, il tempo comincia a stringere.Tocca accelerare, per forza. Comincia la spirale autodistruttiva.
8-14 giorni prima. Seconda fase del 'sto ancora indietro, cazzo'
5) Il programma sembra allungarsi giorno dopo giorno. Nascono difficoltà, incomprensioni, frustrazioni. Alla fine della terza settimana arriva la consapevolezza che mancano circa otto giorni. L'effetto è quello di un frontale col tram. E' il panico. Mancano ancora diversi capitoli. Cominciano processi di abbattimento di autostima.
6-8 giorni prima. Fase dei cambiamenti d'umore.
6) All'inizio della quarta settimana saltano fuori i più assurdi imprevisti: influenze, matrimoni, parti, improbabili incombenze burocratiche, di tutto. I cambi d'umori passano da tre volte al giorno (mattina/pomeriggio/sera, variabili sull'incazzato/depresso/iperproduttivo) a tre volte all'ora. si va da fasi di profonda sicurezza (ce la faccio, ce la faccio, so potente, ora studio, ce la faccio) ad abbattimento (è la fine, sono fottuto, cazzo, non ce la faccio) ad autocommiserazione (sono un coglione, non è possibile, è da tre settimane, ma che cazzo, ma come ho fatto).
4-6 giorni prima. 'Fase fotofobica/irritabile/cefalica'
7) Tra i quattro e i sei giorni prima si comincia a trascurare ogni forma di vita, inclusa la propria. Si sviluppa fotofobia, irritabilità, cefalea, ed andare a prenotarsi costa un'enorme fatica.
3-4 giorni prima 'Fase 'sto alla frutta' '
8) le crisi di stanchezza si fanno drammatiche e si alternano a fasi di iperproduttività, anche perchè se il meccanismo autorigenerante del panico ha attecchito a dovere, l'unica cosa che vi lascia tranquilli è ripetere all'infinito, possibilmente fino alla perdita di coscienza. Promettete che mai più, mai più vi ridurrete in questo stato.Poi ci pensate un attimo e pensate, beh, meglio non promettere.
3 giorni prima 'Fase 'non so un cazzo' '
9) Tre giorni prima è il momento cruciale. Si decide se si andrà o no. Esistono pochissime persone al mondo che si sentono preparate, tre giorni prima, Se si decide di andare fino in fondo, si autoproclama lo 'scontro finale', un improbabile prova di resistenza fino alla sera/notte/mattina finale.
2 giorni prima. Fase dell'apprendimento al 200%.
10) Se ci sono ancora cose mai ripetute, si acquisisce un bonus nell'apprendimento del 200%: una capacità di memorizzazione inaudita vi permetterà di imparare cose che, nella vita quotidiana, impieghereste mesi. Il tutto al prezzo di una stanchezza e di una psicosi ormai franca.
Il giorno prima, fase del 'Col cazzo, non ci vado'
11). Sono i momenti in cui, con più accanimento, vi chiederete perchè cazzo avete fatto sta facoltà (solitamente la mattina dell'esame siete troppo distratti per pensarci). Se riuscite a tenere i nervi saldi, magari arrivate vivi all'esame. In realtà, il momento migliore, in assoluto, resta la mattina.
12)Voi e i vostri occhi, quei cinque secondi in cui davanti lo specchio vi rendete conto che si, è la mattina, è proprio quella mattina, mentre vi preparate, è il momento, pensate, 'oh porca puttana', l'adrenalina alle stelle, il rincoglionimento, la consapevolezza che, cazzo, dovrà passare pure 'sta mattinata tra qualche ora, e che cazzo speriamo andrà bene, insomma.
Massì.
Ah, gli esami
mercoledì 17 settembre 2008
...credo
Credo nei ricordi, anche se col tempo sembrano più grandi di quel che erano, o troppo più piccoli.
Credo nelle parole di viaggiatori che nel loro andirivieni tra un opposto e un altro del mondo hanno imparato a leggere le persone e parlare con gli occhi.
Credo in Dio, semplicemente e totalmente.
Credo in quella piccola chiesa, buia e un pò nascosta dove riesco a piangere anche se c'è gente e dove riesco a confessarmi.
Credo nel sorriso di un bambino.
Credo nelle storie di un amico guru, scrittore e fumettaro.
Credo negli angeli e so che esistono i diavoli.
Credo che a volte le chiavi vanno buttate.
Credo nelle lettere scritte e mai spedite.
Credo nei tramonti che vorrebbero non spegnersi mai.
Credo nel mare di notte.
Credo a chi mi dice ti voglio bene.
Credo nella sigaretta che si divide a metà.
Credo che il liceo, il mio, fondamentalmente non è servito a nulla, ma che comunque lo rifarei tutto.
Credo nelle rimpatriate che escono male.
Credo ai miei casini, anche se non sempre credo alle soluzioni.
Credo a chi mi ha detto ti amo piangendo quando era troppo tardi.
Credo a chi mi ha detto che ho preso tutto quello che in quel momento avevo bisogno e poi l'ho buttato via.
Credo a chi mi ha odiato. A chi continua a odiarmi perchè mi ama troppo.
Credo alla pelle che non è tua ma che diventa parte di te.
Credo nelle mani.
Credo negli abbracci (della Mulino Bianco, ma anche quelli della Coop vanno benissimo)
Credo ai brividi che ti fanno chiudere gli occhi.
Credo che un tatuaggio con il mio nome non va mai fatto, perchè io dopo un pò scappo sempre via... e mi dispiace il doppio poi...
Credo che non si dimentica mai nessuno anche se si mette da parte.
Credo nella luna.
Credo che quando qualcuno mi abbraccia e piange quando vado via diventa parte di me.
Credo nel cuore che fa male.
Credo in qualcos'altro che fa bene.
Credo nei desideri, nelle mie voglie, nei miei sguardi e nei miei comportamenti verso qualcuno che vorrei fosse mio.
Crdo in quelle notti, che magari non ritorneranno più.
Credo nei giorni sempre uguali.
Credo nel caffè e nella sigaretta di mattina.
Credo a volte di fallire.
Credo di essere importante per qualcuno. Credo di voler essere importante per qualcuno. Credo che qualcuno può essere importante per me.
Credo nelle parole che mi lasciano in silenzio.
Credo nei miei silenzi.
Credo nel rumore che faccio la mattina appena mi alzo cercando di fare piano (scusa Gatto^^)
Credo nei baci sulla guancia.
Credo nelle buonanotti che durano fino al mattino seguente.
Credo nelle lacrim, anche quelle non mie. Soprattutto quelle non mie.
Credo in Cornelia e nei suoi dubbi esistenziali e nelle sue paure.
Credo che una vodka tra amici può veramente migliorarti la giornata.
Credo in una partita a pallavolo sulla spiaggia.
Credo ch so tutto di Desy e niente di me.
Credo in Ligabue enelle sue canzoni.
Credo che non voglio illudere, non più.
Credo che è meglio che smetto adesso.
Credo nelle parole di viaggiatori che nel loro andirivieni tra un opposto e un altro del mondo hanno imparato a leggere le persone e parlare con gli occhi.
Credo in Dio, semplicemente e totalmente.
Credo in quella piccola chiesa, buia e un pò nascosta dove riesco a piangere anche se c'è gente e dove riesco a confessarmi.
Credo nel sorriso di un bambino.
Credo nelle storie di un amico guru, scrittore e fumettaro.
Credo negli angeli e so che esistono i diavoli.
Credo che a volte le chiavi vanno buttate.
Credo nelle lettere scritte e mai spedite.
Credo nei tramonti che vorrebbero non spegnersi mai.
Credo nel mare di notte.
Credo a chi mi dice ti voglio bene.
Credo nella sigaretta che si divide a metà.
Credo che il liceo, il mio, fondamentalmente non è servito a nulla, ma che comunque lo rifarei tutto.
Credo nelle rimpatriate che escono male.
Credo ai miei casini, anche se non sempre credo alle soluzioni.
Credo a chi mi ha detto ti amo piangendo quando era troppo tardi.
Credo a chi mi ha detto che ho preso tutto quello che in quel momento avevo bisogno e poi l'ho buttato via.
Credo a chi mi ha odiato. A chi continua a odiarmi perchè mi ama troppo.
Credo alla pelle che non è tua ma che diventa parte di te.
Credo nelle mani.
Credo negli abbracci (della Mulino Bianco, ma anche quelli della Coop vanno benissimo)
Credo ai brividi che ti fanno chiudere gli occhi.
Credo che un tatuaggio con il mio nome non va mai fatto, perchè io dopo un pò scappo sempre via... e mi dispiace il doppio poi...
Credo che non si dimentica mai nessuno anche se si mette da parte.
Credo nella luna.
Credo che quando qualcuno mi abbraccia e piange quando vado via diventa parte di me.
Credo nel cuore che fa male.
Credo in qualcos'altro che fa bene.
Credo nei desideri, nelle mie voglie, nei miei sguardi e nei miei comportamenti verso qualcuno che vorrei fosse mio.
Crdo in quelle notti, che magari non ritorneranno più.
Credo nei giorni sempre uguali.
Credo nel caffè e nella sigaretta di mattina.
Credo a volte di fallire.
Credo di essere importante per qualcuno. Credo di voler essere importante per qualcuno. Credo che qualcuno può essere importante per me.
Credo nelle parole che mi lasciano in silenzio.
Credo nei miei silenzi.
Credo nel rumore che faccio la mattina appena mi alzo cercando di fare piano (scusa Gatto^^)
Credo nei baci sulla guancia.
Credo nelle buonanotti che durano fino al mattino seguente.
Credo nelle lacrim, anche quelle non mie. Soprattutto quelle non mie.
Credo in Cornelia e nei suoi dubbi esistenziali e nelle sue paure.
Credo che una vodka tra amici può veramente migliorarti la giornata.
Credo in una partita a pallavolo sulla spiaggia.
Credo ch so tutto di Desy e niente di me.
Credo in Ligabue enelle sue canzoni.
Credo che non voglio illudere, non più.
Credo che è meglio che smetto adesso.
scazzo pomeridiano ^^
"..Cosa sarà questa strana paura o coraggio che ci prende, che ci porta ad ascoltare la notte che scende?"
Kung fu panda al cinema e 4 happy meal consecutivi al McDonald's per sperare in una bella sorpresa e in un bel brufolo nuovo. La colletta per un gelato e poterne prendere solo uno a 70 cent. La sigaretta nel chiostro di notte da sola. La sigaretta nel chiostro di notte che-tanto-dormiranno-tutti-posso-anche-scendere-in-situazioni-decisamente-anti-stupro (e quindi vai con capello ribelle, pinze sparse per il capo, calzino e pantofola con una rana felice, shorts bianchi pieni di cuori con una macchia di nutella e un top con frasi idiote e,ovviamente, pelo libero) per scoprire al secondo tiro che era sveglia la maggior parte della gente.Che ovviamente aveva avuto la tua stessa idea.E che ovviamente ti si siede accanto.
La voglia di non partire. La voglia appena salita in treno di scendere e ritornare indietro.
E via con le mie care vecchie sei ore di viaggio. Ho acceso il pc ma il pc in treno è roba da manager e senza internet sono capac solo di cambiare lo sfondo del desktop. Io sono di quelle che quando viaggiano vedono i paesaggi, che sono sempre gli stessi, sempre uguali ma cambiano perchè cambiano le stagioni. Sono di quelle che leggono. Che scoprono. Che ride quando il ragazzo che porta le cose da mangiare col suo carrello attraversando il treno,vagone dopo vagone, mi lascia il suo numero sul tavolino e mi sorride facendomi l'occhiolino.
Alzarsi, per cercare un posto più tuo nel mondo. Essere curiosi ma restare fermi. La paura dei coraggiosi è qualcosa di invalicabile a volte.
Alzarsi e buttarsi. Non nella spazzatura, preferibilmente in quel mare notturno limpido. Quel mare che sa mangiarti con gli occhi. Che ti stringe con le sue onde. Che può farti respirare ma anche affogare. Ch confonde acqua e terra, laddove non si sa se è ancora sabbia o già mare.
sabato 6 settembre 2008
...Parte del viaggio di un guru e di una streghetta. (per ingannare l'attesa della tua seconda parte, G.)
(G.il tuo post mi ha troppo preso bene, perdonami, ma mi son venute in mente queste parole, pensandoti, ho pensato di scriverle..Se in un qual modo può darti fastidio me lo dici.Grazie per il tuo essere così geniale!)
... Attraversarono monti e mari prima di uscire dal sistema solare. E’ un mondo difficile, felicità a momenti ( e l’immagine di carotone non è delle più idilliache, me ne rendo conto) ma è strano di come un guru e una streghetta possano sorvolarci. E soprattutto volarci.
Durante il viaggio la streghetta si stringeva forte al guru, un po’ come scusa, un po’ perché tutto quello che stava in quel momento vedendo, l’aveva solo visto attraverso racconti di grilli che le urlavano da fuori la finestra o attraverso occhi che le chiedevano misteriose pozioni e aveva bisogno di condividerlo con quel guru, un po’ maestro, un po’ professore, un po’ super eroe e un po’ …guru.
“Guru, ma secondo te, me la posso accendere una sigaretta?”
“Mah…Basta che non mi annebbia troppo la vista il suo fumo, perché sto facendo una scorciatoia e quindi non ci son segnali stradali, non vorrei che ci perdessimo. Ma lo sai che il fumo provoca tanti problemi? Tumore, pelle che diventa bruttissima, problemi se si è in uno stato interessante tanto da far ammalare il bimbo, problemi di erezione…?”
“Guru, io non posso avere problemi di erezione, mi riguarda tanto quanto, ma certo è che se ce li avessi, avrei difficoltà anche ad avere una gravidanza! Quindi problema risolto!”
…
“E’ strano come una persona sostanzialmente irrazionale possa essere alle volte così ragionevole”
“Guru, yà, non fare troppo il guru ora!”
“Streghetta, le conosci le meccaniche celesti?”
“in effetti no, di meccaniche non me ne intendo..Però conosco un meccanico che veste sempre di celeste..fa molta differenza?”
“Sostanzialmente sì… sai questione di pifferai e grilli ma lascia perdere!”
Continuarono a viaggiare in quello strano viaggio. Intenso e relativamente breve. Durò 4 ore, il primo. Ne sarebbero seguiti molti altri, alcuni più brevi, alcuni chissà, molto molto più lunghi.
Intanto con l’atmosfera la sigaretta si era incendiata diventando una minuscola stella cadente..e la streghetta pensò di voler essere proprio quella stellina, forse piccola, forse improbabile, per essere il desiderio di quel guru.
... Attraversarono monti e mari prima di uscire dal sistema solare. E’ un mondo difficile, felicità a momenti ( e l’immagine di carotone non è delle più idilliache, me ne rendo conto) ma è strano di come un guru e una streghetta possano sorvolarci. E soprattutto volarci.
Durante il viaggio la streghetta si stringeva forte al guru, un po’ come scusa, un po’ perché tutto quello che stava in quel momento vedendo, l’aveva solo visto attraverso racconti di grilli che le urlavano da fuori la finestra o attraverso occhi che le chiedevano misteriose pozioni e aveva bisogno di condividerlo con quel guru, un po’ maestro, un po’ professore, un po’ super eroe e un po’ …guru.
“Guru, ma secondo te, me la posso accendere una sigaretta?”
“Mah…Basta che non mi annebbia troppo la vista il suo fumo, perché sto facendo una scorciatoia e quindi non ci son segnali stradali, non vorrei che ci perdessimo. Ma lo sai che il fumo provoca tanti problemi? Tumore, pelle che diventa bruttissima, problemi se si è in uno stato interessante tanto da far ammalare il bimbo, problemi di erezione…?”
“Guru, io non posso avere problemi di erezione, mi riguarda tanto quanto, ma certo è che se ce li avessi, avrei difficoltà anche ad avere una gravidanza! Quindi problema risolto!”
…
“E’ strano come una persona sostanzialmente irrazionale possa essere alle volte così ragionevole”
“Guru, yà, non fare troppo il guru ora!”
“Streghetta, le conosci le meccaniche celesti?”
“in effetti no, di meccaniche non me ne intendo..Però conosco un meccanico che veste sempre di celeste..fa molta differenza?”
“Sostanzialmente sì… sai questione di pifferai e grilli ma lascia perdere!”
Continuarono a viaggiare in quello strano viaggio. Intenso e relativamente breve. Durò 4 ore, il primo. Ne sarebbero seguiti molti altri, alcuni più brevi, alcuni chissà, molto molto più lunghi.
Intanto con l’atmosfera la sigaretta si era incendiata diventando una minuscola stella cadente..e la streghetta pensò di voler essere proprio quella stellina, forse piccola, forse improbabile, per essere il desiderio di quel guru.
venerdì 5 settembre 2008
mercoledì 3 settembre 2008
E ancora
Quando qualcuno suona alla porta e fai finta di non esserci.
[Non aprire quella porta.]
Ma sai che chi bussa sa già di te.
Un ritorno, una partenza. Via.
[Non è il caso di aspettare]
Ancora Firenze, col suo essere umido e piovigginoso. Ancora L'Hdemia, col suo essere strana e anarchica. Ancora Ataf senza biglietto per arrivare in Morgagni. Ancora alloggi eventuali aspettando una casa che sia la tua. Ancora con la gente, troppa, e incredibilmente vuota dentro. Ancora dichiarazioni che fanno bene alla stima e male ai sentimenti, troppe.
[Festival della sincerità]
Ancora a fuggire. Ancora a ritornare. Ancora vecchie foto da sviluppare, urgentemente, perchè i ricordi sono già sbiaditi. Ancora lontana la meta. Ancora vicina la partenza.
Ancora Picasso. Ancora pennelli nuovi da comprare. Ancora sospiri. Ancora sollievi. Ancora tzunami. Ancora devastazioni dell'anima.
[Animalesche]
Ancora caffè. Ancora Burn. Ancora sigarette. Ancora notti. Ancora pezzi di un mosaico da completare.
[Ma perchè ne manca sempre qualcuno?]
Ancora non mi fido di nessuno. Neanche di me. Ancora lacrime. Ancora mal di pancia. Ancora voglie. Ancora Ponte Vecchio di notte. Ancora rose.
[Troppe spine]
...E quando deciderai di aprire, fuori la porta non c'è già più nessuno...
martedì 2 settembre 2008
arrivi, viaggi e partenze. è la vita che sceglie.
C'erano due fidanzati stretti l'uno all'altro. Lui stava per partire, lei voleva che quell'abbraccio potesse non portarlo via. Arrivò il pullman che l'avrebbe portato a una stazione lontana per poi salire su un treno che l'avrebbe portato ancora più lontano. E lei lì, spettatrice di un tempo che ogni giorno ruba qualcosa di tuo per regalarla alla vita.
Le partenze sono sempre un triste e felice momento. Avventuriera di nuove libertà nonostante mi lascio dietro di tante storie, tante persone, tanti momenti. L'amarezza delle mie partenza si confonde sempre con la curiosità di un nuovo arrivo. Lascio sempre qualcosa che comunque non entrerebbe in valigia, sempre con il rimpianto di non aver salutato una persona, di non esserci per la festa di un'amica. Si parte, si ritorna...Un continuo viaggio, di questa vita che con veemenza ci fa essere anche clandestini per farci perdere in stazioni che non conosciamo e alle quali mai ci abitueremo.
Mi sento molto zeticista, un pò discepola di Baricco, un pò filosofica e molto Schiele.
Le partenze sono sempre un triste e felice momento. Avventuriera di nuove libertà nonostante mi lascio dietro di tante storie, tante persone, tanti momenti. L'amarezza delle mie partenza si confonde sempre con la curiosità di un nuovo arrivo. Lascio sempre qualcosa che comunque non entrerebbe in valigia, sempre con il rimpianto di non aver salutato una persona, di non esserci per la festa di un'amica. Si parte, si ritorna...Un continuo viaggio, di questa vita che con veemenza ci fa essere anche clandestini per farci perdere in stazioni che non conosciamo e alle quali mai ci abitueremo.
Mi sento molto zeticista, un pò discepola di Baricco, un pò filosofica e molto Schiele.
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