...E mi tremano le mani, queste mani gelide.
C'è che ho mal di stomaco, come nessun pugno potrebbe mai provocarmelo.
E una lacrima che scende zig-zagando segna il suo passaggio sulla guancia, fino a bagnare il libro che tento invano di leggere. Come una goccia di una pioggia improvvisa, di quei temporali estivi che ti rovinano la giornata ma ti rendono felice quando ti scivola addosso.
C'è che sento una mano dentro me. Sento occhi, pensieri e sorrisi sulla mia anima.
Io ho un mare, a volte troppo profondo, a volte ho la bassa marea, ma ho sempre con me le stelle, e una luna. E delle zattere di salvataggio, mal che vada. Ho e voglio avere coraggio anche se ho paura, una paura che mi fa diventare fredde le mani e fa battere il cuore un pò più forte. E voglia. Una fottuta voglia di qualcosa che forse è un errore, che forse è la cosa più giusta che potrei fare.
Quando si dice "...ti ho cercato da sempre e adesso che ti ho trovato non posso lasciarti andare, non voglio". Ed è questo che dico io ora. Ed è questo che mi confonde.
Vorrei prendere e custudirla gelosamente quell'emozione, quella sensazione di timidezza e serenità che mi procuri, forse già le ho prese perchè le sento dentro me, come un graffito su un muro, le sento e le penso, ogni giorno, ogni notte.
Ti ho pensato tanto, ti penso tuttora. Ti immagino lì, chino sulla tua fedele scrivania. Ti penso quando esco per bere una vodka perchè vorrei che al posto di Desy ci fossi tu. Ti vedo nel mio letto. Ti sento"nell'aria che è cambiata. Ti sento passarmi nella schiena. Lo stomaco si chiude, il resto se la ride. Ti infili in un pensiero e non lo molli mai. Al punto che disturbi, al punto che è già tardi" (Ligabue).
E' vero, sono un'inguaribile romantica.
Piove. Anche oggi non capirò la fine di questo paese.
Beh tanto s'è capito che mi sono persa e che ora non ho voglia di cercarmi, perchè so dove trovarmi.
Tanto s'è capito che le mie astinenze non sono riferite alle sigarette.
E' il resto che non ho ancora capito.
lunedì 22 settembre 2008
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