sabato 31 gennaio 2009

Vorrei imparare dal vento a respirare e dalla pioggia a cadere

Vieni via con me.
In questo dolore sottile che mi penetra lo stomaco e mi smuove le viscere.
In questa incommensurabile felicità che provo quando ti ho accanto.
Vieni via con me.
Con il mio nervosismo e le mie paure.
Dammi la mano e guidami. Ti prenderò la mano e ti guiderò.

Dimmi che ci sei su questo cuscino umidiccio e freddo. In questa camera che ha ancora qualcosa di te, qualcosa di prospettico, qualcosa dell'alba di noi.
Dimmi che mi vuoi ancora. Che mi vorrai.

Fatti gustare come un gelato al sole, sciogliti, scivola sul mio corpo come l'acqua sul viso, dissetami e divorami, lento e poi intenso come quando inizia a piovere.
Non lo vedi, sono qui, come un fiore che aspetta il suo ossigeno, come un mare che aspetta la sua onda.

E poi perdonami.
E abbracciami.

Mentre farò la propaganda di un'anima resistente ma ora fragile come un cristallo, tra Jung e Design ti dirò -e se non erro già te l'ho detto- che ti voglio bene, qualunque cosa accada, sempre, ma ancor di più quando lo meritarai meno perchè sarà il momento in cui ne avrai più bisogno.

1 commento:

Anonimo ha detto...

bella! complimenti!