sabato 24 gennaio 2009

Lettera a G.

Auguri, amico e amante delle mie confessioni, dei miei sensi e dei miei piaceri.
A te, che con le tue parole sai ubriacarmi di brividi.
A te, che le tue mani mi entrano in pensieri profani e solleticano il mio umore.
A te, che mi manchi quando non posso respirare il tuo respiro. Che mi manchi quando ti aspetto a letto mentre te scendi di sotto. Che mi manchi quando vedi gli orari del ritorno mentre io fumo il cicchino giocando col cubo di Rubrik vicino la finestra.
A te, che ti sei infiltrato in un pensiero costante, come dolce sottofondo ai miei perchè.
A te, che vorrei dedicarti tante parole e tanti gesti. Tante serate al Doris e Cosmopolitan. Ore, giorni, mesi, anni. Vorrei dedicarti la parte migliore di me, quella senza lacrime magari. E quella peggiore di me, quella più alcolizzata magari. Vorrei rapirti nel cuore di una notte, portarti laddove i confini non esistono, "sull'orlo del mondo" direbbe Baricco, laddove non si capisce se è il mare che si specchia nel cielo o viceversa, dove il sole spunta e dove la luna si nasconde.
A te, che mi inebri di emozioni e sensazioni.
A te, che con te mi sento dolce e porca.
A te, che sai ridere e emozionarti.
A te, che sai farmi ridere e emozionare.
A te, che galeotto fu myspace, Einaudi la colonna sonora e Skype testimone.
A te, che sei fantastico, credimi, fantastico in tutto ed è l'unica parola che può sintetizzare le cose che penso su di te.
A te.
Buon compleanno.

Tua

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